Arrivederci Costituzione

GU CostituzioneAnche la Camera approva, con lievi modifiche, la legge di revisione costituzionale. Una revisione che modifica 47 articoli sui 139 che compongono l’attuale Costituzione. Un terzo della Costituzione non sarà più la stessa. Renzi e Boschi festeggiano. Berlusconi, uno dei padri della nuova Costituzione, obbliga i suoi deputati a votare contro. La “sinistra” del PD, ancora una volta, si oppone ma alla fine vota a favore (in pochi si astengono o escono dall’aula). Il Governo riassume la legge di revisione in tre parole: fine del bicameralismo, semplificazione, risparmio. Ma non è così.La verità è che le modifiche riguardano sei punti principali:

  1. Senato non elettivo: il Senato rimane, ma sarà composto da 95 membri scelti (quindi non eletti ma NOMINATI) dai Consigli Regionali, le cui leggi elettorali premiano in modo spropositato il partito vincente e fissano soglie di sbarramento anche al 10%.
  2. Procedimento legislativo: l’articolo 70 (di una sola riga) che assegna la funzione legislativa alle due camere si trasforma in un articolo di oltre 50 righe, prevedendo ben 4 procedure.
  3. Strumenti di democrazia diretta: per le leggi di iniziativa popolare occorreranno 150 mila firme invece delle 50 mila attuali. I referendum propostivi e di indirizzo vengono rinviati a futura legge di revisione.
  4. Deliberazione dello stato di guerra: deciderà solo la Camera a maggioranza assoluta. Maggioranza assoluta, che con l’Italicum, verrà garantita a un solo partito.
  5. Elezione del Presidente della Repubblica: i nuovi quorum garantiscono al partito che vince le elezioni di nominare da solo il Presidente.
  6. Titolo V: spariscono le materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni mentre crescono le materie di competenza esclusiva dello Stato. Inoltre il Governo potrà decidere di legiferare in materia di competenza regionale.

La Costituzione è così stravolta: il paventato pericolo di accentramento del potere diventa una preoccupante realtà, a danno dei cittadini e della democrazia e a vantaggio del solo partito che vincerà le elezioni, anche se per pochi voti, poichè otterrà uno spropositato premio di maggioranza. Ma il nostro non è un addio, semmai un arrivederci, perché i cittadini, per fermare questo scempio, hanno dalla parte loro il referendum confermativo, con cui potranno riaffermare la loro volontà di salvaguardare la Carta Costituzionale, i cui principi hanno fino ad oggi garantito la convivenza democratica nel nostro Paese.

Rifondazione Comunista metterà in campo tutte le risorse disponibili per promuovere il NO al referendum confermativo e invita alla mobilitazione tutti coloro che hanno a cuore la difesa della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza grazie a donne e uomini che non esitarono a mettere in gioco la propria vita per amore della libertà, della giustizia e della democrazia.

Il Coordinamento della Fed. Prov.le di Reggio Emilia

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