Renzi (ri)forma la mala-scuola

Buona ScuolaLa contro-riforma della scuola, firmata dal Ministro Giannini e dal Premier Renzi, prefigura una scuola pubblica privatizzata assoggettata a logiche di competizione e di sfruttamento dei docenti e del personale ATA, mentre migliaia di studenti e insegnanti trascorrono le giornate in edifici che cadono a pezzi, mettendo a rischio la loro incolumità.

La riforma contiene misure prive di qualsiasi piano pedagogico e didattico e va nella direzione di una scuola-azienda, anti-democratica e anti-egualitaria. Nel dettaglio, essa prevede:

  1. Più potere, e soldi, ai Presidi. I Presidi avranno piena autonomia nel scegliere i vicepresidi e i docenti, scavalcando ogni graduatoria e i principi democratici e meritocratici. I Presidi decideranno anche chi sarà il 5% dei docenti a ricevere l’aumento di stipendio. Un vero e proprio metodo clientelare e autoritario, tipico delle aziende private. È il ritorno della legge Aprea, bloccata nel 2012 dalle mobilitazioni dagli studenti e dai docenti.
  2. L’entrata di finanziatori privati nella scuola. In nome del pareggio di bilancio e della spending review verranno tagliati ulteriori finanziamenti all’istruzione pubblica, all’edilizia scolastica e all’assunzione di nuovo personale. Per sopperire a questi tagli si aprirà la scuola pubblica al finanziamento dei privati (stravolgendo il concetto stesso di scuola pubblica), i quali potranno realizzare i progetti delle proprie imprese anche negli ambienti scolastici.
  3. L’Alternanza scuola-lavoro. Si prevedono stage e tirocini durante l’ultimo triennio delle superiori (400 ore nei tecnici e professionali, 200 ore nei licei) da svolgersi in sostituzione o complementarietà all’insegnamento in classe, limitando fortemente il diritto allo studio. Ovviamente sarebbe lavoro non pagato quindi parliamo di vero e proprio sfruttamento del lavoro minorile. Si licenzieranno i padri per far lavorare gratuitamente i figli?
  4. Maggior finanziamento alle scuole private. I tagli alla scuola pubblica servono per finanziare la scuola privata: verranno incentivate le erogazioni liberali con minori crediti di imposta; verranno applicate detrazioni di imposta del 19% per le spese di iscrizione; si potrà destinare il 5x1000; verranno stanziati 700 milioni di finanziamento diretto.

Il Partito della Rifondazione Comunista partecipa dunque allo sciopero indetto da Flc-Cgil, Uil scuola, Cisl scuola, Gilda-Unams, Snals-Confsal, contro una riforma liberticida e autoritaria, intesa a svilire l’insegnamento e a subordinare il ruolo formativo della cultura e dell’istruzione pubblica alle logiche di convenienza delle imprese e dei grandi capitali.

Rifondazione Comunista - Fed. Prov.le di Reggio Emilia

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