SCORPORO A COSTO ZERO – Rifondazione Comunista sulla ripubblicizzazione dell’acqua dei reggiani

Acqua pubblicaLe vicende politiche della ripubblicizzazione dell’acqua hanno visto una straordinaria mobilitazione del Comitato Acqua Bene Comune e delle forze di sinistra, al fine di ottenere dai sindaci reggiani quanto voluto con grande intensità dal disatteso referendum. Il Comune di Albinea è l’unico che ha preso una posizione chiara, mentre il Comune di Novellara ha si espresso una intenzione positiva, ma vincolandola a punti che la rendono impossibile.

Corre l’obbligo di ricordare pubblicamente che Rifondazione Comunista è stato il primo partito ad impegnarsi per la ripubblicizzazione dell’acqua, a preparare il referendum, a raccogliere le firme, e a battersi sulla questione dello scorporo anche prima del processo di privatizzazione delle municipalizzate. Esiste un documento sulla questione dello scorporo dell’acqua fin da prima della quotazione in Borsa di Enia, quando il sindaco Delrio si impegnò con Rifondazione Comunista a fare il primo studio insieme al sindaco di Piacenza. Studio disatteso allora, come ora. Fin da allora il PRC regionale invitò Delrio a evitare la quotazione in Borsa, perché si sapeva che la quotazione iniziale a Eur 10,67 per azione avrebbe “valorizzato” la società ENIA solo all’inizio. Infatti, la quotazione delle azioni di IREN (quindi con Torino e Genova dentro) arrivò fino a Eur 0,28 per azione. Il Partito della Rifondazione Comunista sui beni comuni ci lavora da 20 anni e non solo da 8...e la “valorizzazione” c’è stata solo per i manager coi lauti stipendi e liquidazioni (altro che parlamentari) e per chi ha rincorso logiche di potere personali. La gestione in house del Servizio Idrico Integrato è partita persa: a pochi giorni dalla scadenza della proroga non si può fare quello che non è stato fatto in 4 anni. Le colpe di questo fallimento sono dei Sindaci del PD.

Il Comitato ABC non si è politicizzato ma ha SEMPRE mantenuto le distanze dai partiti, noi in primis, più sensibili alla questione. È un Comitato a cui piace la ricerca di un continuo dialogo coi Sindaci del PD, e in questo sta l’errore strategico nella gestione della problematica. In particolare, si è dato per scontato che la ripubblicizzazione fosse acquisita e che si trattasse solo di dare forma alla "cosa" pubblica. E’ evidente che senza traduzione politica non è possibile ottenere nessun obiettivo: ritenere unico interlocutore politico i sindaci del PD è semplicemente controproducente. Pertanto invitiamo qualche soggetto del comitato a dismettere i panni qualunquistici anti-partito (ma solo verso sinistra).

Enormi responsabilità hanno i Sindaci PD perchè hanno una visione miope del futuro, incentrata sulla paura di nuove responsabilità e sulla voglia di continuare a incassare utili da Iren senza muovere un dito. E senza rendersi conto che l’acqua pubblica rappresenterà l’oro blu nei prossimi decenni, come insegna questa calda estate. Così verranno dilapidati i patrimoni economici che l’ Emilia Rossa (quella vera...) aveva contribuito a creare in campo amministrativo con grande sacrificio per decenni.

Ci chiediamo : Come sarà la qualità dell'acqua? Come saranno le condizioni di lavoro per i dipendenti? Quale sarà il costo maggiore per i cittadini? Sappiamo tutti fin troppo bene che al privato interessa il profitto e quello che fa non lo fa per amore verso il prossimo. Tutti i Sindaci cercano il cavillo presente nella gestione pubblica dell'acqua senza porsi domande su come sarà la gestione privata. Senza porsi il problema del dispendio enorme di risorse con i lauti stipendi e buonuscite ai cosiddetti “manager”, figura mitologica nell’Olimpo piddino, a cui inchinarsi sempre e comunque.

Il SII sarà gestito per molti anni da IREN. IREN è un soggetto a maggioranza pubblica destinato a diventare un soggetto a maggioranza privato nel giro di pochi anni. Molti Comuni, per fare quadrare il bilancio, saranno disposti a vendere perfino le quote di IREN. Altri Comuni non eserciteranno il diritto di prelazione per gli stessi motivi. Una volta che IREN sarà gestita dai privati non possiamo che aspettarci un aumento del costo (finora è sempre andata così) e una qualità del servizio pessima. E la colpa dovrà ricadere sul PD, sui suoi amministratori locali, sulla Regione e sul Governo. O anche allora sarà colpa di Rifondazione Comunista?

Rifondazione Comunista ha mantenuto, attraverso i compagni che vi hanno partecipato, un atteggiamento di correttezza e di sostegno al Comitato Acqua Bene Comune, in tutti i passaggi e in tutte le manifestazioni. Altrettanta correttezza e rispetto si pretendono da parte dei dirigenti del Comitato. La nostra proposta è la seguente:

IN RAGIONE DELLA PASSIONE ULTRAPRIVATISTICA DELLE AZIENDE CHE I  SINDACI PD HANNO PER TUTTI I SERVIZI PUBBLICI PROPONIAMO LORO DI  ADOTTARE UN TIPICO STRUMENTO DELLA GESTIONE PRIVATA: LO SCORPORO DEL RAMO D’AZIENDA ACQUA, COME FANNO LE GRANDI AZIENDE E LE MULTINAZIONALI. SI SEPARI QUINDI L’AZIENDA ACQUA CON ANNESSI E CONNESSI DA TUTTO IL RESTO. SUBITO SCORPORO A COSTO ZERO .

E non si dica che c’è un mutuo da pagare per gli investimenti! Quando  verranno fatti  li pagherà la nuova società pubblica che lo farà con la sola bolletta degli utenti, così come farebbe IREN.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Federazione Provinciale di Reggio Emilia

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