Coopsette: una pugnalata alle spalle

coopsetteLa nota dei segretari del PD sulla vicenda di Coopsette è francamente qualcosa di indegno, è una pugnalata alle spalle. E’ comprensibile che il PD faccia propaganda su questo fallimento, come se loro non c’entrassero nulla. In effetti per decenni hanno tutti dato tutto per scontato, mentre un intero movimento mondiale spiegava che non si può avere uno sviluppo infinito in un mondo finito. Comodo avere i pacchetti di voti garantiti per fare eleggere anche personaggi politicamente impresentabili in quanto proprio del tutto estranei alla politica.

Comodo fare i propri comodi come amministratori pubblici facendosi aiutare dalle cooperative a mettere a posto i guai quando serviva. Per esempio quando appalti al massimo ribasso vinti da aziende del sud lasciavano a metà i cantieri e nei guai i sindaci locali. Vogliamo parlare di Chiamparino e del mancato pagamento per anni di decine di milioni di Euro a Orion, portandola al fallimento ? Intanto Chiamparino è stato promosso alla Fondazione bancaria e poi alla Presidenza della regione Piemonte, e adesso dà anche lezioni di morale. Comodo per il PD pensare di bearsi come vincenti quando le cooperative edilizie tenevano su tutto quanto, economia, occupazione, consenso gratuito, ecc. E adesso pugnalare alle spalle per salvarsi l’anima di fronte ai soci. I quali vengono beffati politicamente due volte.

Ma i binari della ferrovia Reggio Ciano voluti dai vecchi socialisti che sviluppavano l’economia tra città e montagna non sono la stessa cosa delle traversine della TAV. Come fa Costa a sciacquarsi la bocca del “produrre sviluppo” quando è evidente a tutti a 8 anni dallo scoppio della bolla immobiliare che non serve più l’edilizia come è stata fatta finora ? Non capisce Costa che 7 anni fa andava preso il toro per le corna e riconvertite Orion, CMR, Coopsette, Unieco e Cormo, e che ogni mese perso portava agli esiti attuali ?

E quali sarebbero gli errori specifici che Costa addossa a Davoli ? Ce li dica. Finora non ha detto niente sulla smania di fare aziendalismo capitalistico che permane nel movimento cooperativo e che porta alla fine a cedere armi e bagagli alle medesime imprese capitalistiche. Il PD si prenda le sue responsabilità politiche.

Eccesso di autonomia ? Ma che dire della richiesta di dibattito tanti anni fa venuta da Casoli e Davoli (rispettivamente presidenti di Unieco e Coopsette) sul loro sistema di governance, richiesta totalmente inascoltata. Comprendiamo che i vari responsabili economici del PD non potessero capire la cooperazione, obnubilati com’ erano e come sono dalle teorie bocconiane: ma che, quel documento l’abbiamo letto solo noi comunisti ?

Per noi che abbiamo sempre avuto un rapporto pulito con la cooperazione non si tratta di fare una difesa d’ufficio di Coopsette. Conosciamo i limiti e i problemi. Ma non ci va proprio di tacere di fronte alla pugnalata alle spalle di chi di colpe politiche ne ha da vendere. Salvo che riteniamo indispensabile ribadire quanto asserito da un altro Presidente di una grande cooperativa reggiana: che le responsabilità sono personali, e io aggiungo : anche quelle dei soci che hanno dormito sugli allori, con una fiducia che in realtà era cieca fede, anziché costruzione di senso cooperativo compiuto.

Noi pensiamo che il PD sfrutti indebitamente l’eredità della sinistra storica e la porti verso esiti fallimentari.

Invitiamo Costa ad un dibattito pubblico sui temi della cooperazione e di fronte a tutti i giornalisti reggiani.

Gianni Tasselli, responsabile movimento cooperativo Rifondazione Comunista - Fed. Prov.le Reggio Emilia

FacebookWhatsAppBlogger Post