Per un primo maggio di lotta al governo Monti!

30 aprile 2012 Nessun commento
Il Primo Maggio è una “data simbolo” per la classe lavoratrice in tutto il mondo, la festa dei lavoratori di tutti i paesi, nella quale i lavoratori esprimo il proprio orgoglio, quello di chi vive solo del proprio lavoro, e manifestano la solidarietà che gli unisce oltre ogni confine nazionale. E’ una data che ha segnato oltre cento anni di lotte economiche e politiche, di vittorie e di sconfitte. Sconfitte che partendo dall’abolizione della scala mobile, continuando con la precarizzazione del lavoro e l’innalzamento dell’età pensionabile, a partire dagli anni ’90 diventano sempre più pesanti. Riforme e controriforme che i lavoratori hanno dovuto subire da governi di centro-destra e centro-sinistra, fino all’attuale governo “tecnico”, che in pochi mesi, dopo una pesantissima riforma del sistema pensionistico, è riuscito la dove non e r a  riuscito nessuno, c i o è nell’abolizione di fatto dell’Art.18, grazie all’appoggio di tutte le forze politiche dell’arco par-lamentare. Tutto questo nel bel mezzo di una delle peggiori crisi economiche di sempre, in cui migliaia di lavoratori perdono il posto di lavoro trovandosi per strada senza nessuna alternativa. Ma ora le cose stanno cambiando. Dalle fabbriche e dai posti di lavoro comincia ad alzarsi una voce collettiva che urla tutta la propria rabbia, che dice sempre più forte che non possiamo più accettare di essere trattati come oggetti, sfruttati fino alla fine e poi gettati via, che vogliamo avere voce in capitolo su come si organizza il lavoro e per questo vogliamo decidere liberamente quale sindacato ci rappresenta. E’ proprio oggi che questa voce deve trovare un momento di espressione ulteriore, nel giorno dell’orgoglio operaio non solo festeggiamo ma chiediamo con forza un sindacato combattivo, che non esiti a mettere in campo forme di lotta adeguate; e che si cominci a costruire una reale alternativa politica, che sia espressione autonoma della classe operaia e che non ne subordini gli interessi ai calcoli elettorali, capace quindi di dare risposte e di prospettare un futuro diverso per tutti quei lavoratorie quegli studenti che, come noi, vogliono poter guardare al futuro con speranza e dignità.
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L’articolo 18 non si tocca!

19 aprile 2012 Nessun commento
I Giovani Comunisti/e di Reggio Emilia partecipano allo sciopero provinciale indetto dalla Cgil per il 20 aprile, sostenendo la difesa e l'estensione dell'art.18. Monti e Fornero hanno lanciato un guanto di sfida: se la legge non piace, che ci mandino a casa. Nessuno in parlamento è disposto a raccoglierlo, tantomeno il Pd che teme la crisi di governo come la peste, dato che in uno scenario del genere il partito si potrebbe spaccare. Tocca al movimento operaio essere all’altezza di questa sfida. Il governo sull’articolo 18 può cadere, se ci si mobilita uscendo dai binari tranquilli su cui ci vorrebbero instradare i vertici sindacali. Si tratta oggi di salvare i destini della classe lavoratrice e le sue conquiste da chi vuole gettarci in una condizione di schiavitù. Una nuova stagione di lotte si può aprire davanti a noi e la riscossa della nostra classe è pienamente possibile. I comunisti hanno il compito di aiutare il movimento operaio a non sprecare questa occasione. L'opposizione sta fuori dal parlamento, nelle strade, nei quartieri, nella lotta quotidiana. A noi il compito di promuoverla, di stimolarla, di organizzarla, perché lo slogan “l'articolo 18 non si tocca” si traduca in lotta senza quartiere contro padroni, banchieri e loro lacchè. In una parola: si traduca in lotta di classe!
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Sede aperta, GC in prima linea per il diritto alla casa

12 febbraio 2012 Nessun commento
La Federazione reggiana di Rifondazione Comunista rimarrà aperta in questi giorni per poter dare riparo e conforto ai senzatetto, vittime particolarmente esposte alla morsa del gelo. La sede rimarrà aperta dalle 19 alle 21 e ospiterà le persone fino alle 8 del mattino seguente. I GiovaniComunisti, come organismo giovanile del partito, faranno la loro parte e aiuteranno le operazioni in prima linea per poter garantire a queste persone, almeno per qualche notte, il diritto di un tetto, di una casa, di un letto. Come direbbe l'assessor Cangini, «Fatti, non pugnette»! Siamo però fermamente convinti che la semplice carità, non importa se cristiana o laica, non sia sufficiente. Come comunisti pensiamo che il diritto ad un'abitazione esista sempre, non solo nelle occasioni di emergenza. Siamo ben cosapevoli che fra qualche giorno queste persone che ospitiamo saranno nuovamente nelle sale d'attesa delle stazioni e negli angoli e sui marciapiedi della città. E' necessario tornare a parlare del diritto ad un tetto sopra la testa, dobbiamo avere ben chiaro in mente che solo delle case popolari dignitose possono porre rimedio a questo problema dilagante, particolarmente accentuato in questo periodo dalla crisi e dai tagli del governo Monti. Vogliamo quindi che questa iniziativa non venga letta come un semplice gesto di pietà ma come il primo piccolo necessario passo per avviare un programma più ampio ed articolato che punti a risolvere il problema alla radice, rivendicando, per esempio: - che venga avviato un piano di costruzione di edilizia popolare che allarghi l'offerta attuale di Acer e Comune - che vengano requisiti tutti gli alloggi tenuti vuoti dai grandi gruppi immobiliari a fini meramente speculativi, e che vengano affittati a un costo mai superiore a un terzo dello stipendio - blocco degli sfratti e degli sgomberi per chi ha perso il lavoro o è in cassaintegrazione Ci rammarichiamo inoltre che l'amministrazione di Reggio Emilia non abbia preso in mano la situazione. Il problema si sarebbe risolto molto più facilmente se il comune avesse messo a disposizione stabili adeguati, come per esempio qualche palestra riscaldata, con tanto di docce e servizi vari. Forse, gli stessi senzatetto avrebbero goduto di un po' di dignità in più. Giovani Comunisti Reggio Emilia
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7 Gennaio: Una tappa nel percorso di costruzione dell’opposizione di classe al governo delle banche e dei padroni

5 gennaio 2012 Nessun commento

Il 7 Gennaio il Presidente del Consiglio Monti parteciperà alle celebrazioni del tricolore. Facciamo appello a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, ai giovani, precari, studenti e disoccupati a partecipare al presidio organizzato dagli Indignati e dai collettivi in Via Farini a partire dalla ore 10. Il programma del governo Monti è dettato dalla Bce, dal Fmi, dalle compatibilità imposte dai mercati. Innalzamento dell’età pensionabile, vendita di patrimonio pubblico, privatizzazione delle società e dei servizi pubblici, destrutturazione dei diritti del lavoro a partire dall’abolizione del contratto nazionale, aumento dell’IVA, della benzina e quant’altro necessario per far pagare la crisi sempre ai soliti noti: lavoratori, studenti, pensionati. Sostengono il Governo Monti centrodestra e centrosinistra: il PdL e le sue varie propaggini, il Pd, il Terzo Polo. In sostanza tutte le forze politiche parlamentari ad eccezione della Lega che ritenta strumentalmente di rifarsi una verginità dopo anni di appoggio incondizionato al governo Berlusconi. Appare evidente come nel parlamento, al di là delle divisioni di schieramento, esiste di fatto e da tempo una voce sola: quella delle banche, quella del capitale. Occorre costruire un fronte di resistenza e di opposizione contro le politiche di macelleria sociale del Governo Monti che veda il movimento operaio come fulcro aggregante. La questione centrale rimane la necessità che l’opposizione sociale trovi una forma politica e organizzativa all’altezza della situazione. Contro il partito unico delle banche e di Confindustria dobbiamo costruire il partito dei lavoratori, dei ceti popolari massacrati dalla crisi, di chi non può e non deve pagare il debito. Avanziamo al movimento operaio a partire dalla FIOM, dalla sinistra sindacale e dai sindacati di base, alle scissioni di sinistra del PRC, al movimento in difesa della scuola pubblica e al movimento in difesa dei beni comuni e del territorio, la proposta del polo della sinistra di classe come elemento aggregante per l’opposizione sociale al governo Monti e che fin da subito lavori, anche sul piano elettorale, alla costruzione di uno schieramento alternativo sia al centrodestra che al centrosinistra.

COSTRUIAMO DAL BASSO L’OPPOSIZIONE DI CLASSE AL GOVERNO MONTI!

  Dopo il salto, il volantino che distribuiremo il 7 Gennaio al presidio. Prosegui la lettura...

Solidarietà ai lavoratori della Jabil

15 dicembre 2011 Nessun commento
I Giovani Comunisti di Reggio Emilia esprimono la loro piena solidarietà ai lavoratori della Jabil di Cassina de Pecchi.Il fatto che i lavoratori siano stati lasciati a casa con un fax e che la fabbrica sia stata serrata, impedendo ai dipendenti di riprendere persino i propri averi all'interno, dimostra tutta l'arroganza e la paura che prova il padrone. Paura motivata, poichè i lavoratori non sono bestie da soma e se traditi ed umiliati alzano la testa, per difendere il loro diritto al lavoro.Così è successo alla Jabil, e come comunisti ma soprattutto come studenti e lavoratori, capiamo ed appoggiamo l'occupazione della fabbrica, unico strumento per poter lottare per il proprio posto di lavoro. Pensiamo inoltre sia positivo che si torni a parlare di autoorganizzazione dei lavoratori per riprendere la produzione. Troppo spesso ci si dimentica che a produrre e mandare avanti la fabbrica sono i lavoratori e non i dirigenti. In un momento come questo, con una terribile crisi ma anche aziende sane che chiudono per il profitto di pochi, mettere in campo proposte come questa potrebbe ribaltare una situazione che non è circoscritta a un singolo caso o a una regione, ma riguarda tutti noi.