2012-05-08 L’ ARTICOLO 18 NON SI TOCCA! – I VIDEO

I VIDEO DEGLI INTERVENTI PRINCIPALI DELLA SERATA!

introduzione del segretario del circolo

intervento Sergio Guaitolini parte 1          intervento Sergio Guaitolini parte 2

intervento Paolo Brini parte 1                    intervento Paolo Brini parte 2

intervento Ilic Vezzosi parte 1                    intervento Ilic Vezzosi parte 2

conclusioni Sergio Guaitolini                      conclusioni Paolo Brini

Per problemi tecnici (esaurimento batterie videocamera) non siamo riusciti a riprendere le conclusioni di Ilic Vezzosi.

Ringraziamo ancora una volta tutti i partecipanti al dibattito.

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2012-05-08 L’ ARTICOLO 18 NON SI TOCCA!

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 LE FOTO DELLA SERATA! Ringraziamo i relatori SERGIO GUAITOLINI, PAOLO BRINI, ILIC VEZZOSI e soprattutto tutti i compagni e le compagne che hanno partecipato ed hanno contribuito con i loro interventi a rendere ancora più interessante il dibattito!

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ROMPERE IL RECINTO

Reggio Emilia. 20.4.2012 sciopero generale provinciale

(di Vito Feninno Circolo PRC Rio Saliceto Rolo Fabbrico)

Uniti nella lotta contro la burocrazia parlamentare al soldo della borghesia industriale e finanziaria, gli operatori del pubblico impiego e i lavoratori delle fabbriche della FIOM hanno manifestato ancora una volta in maniera democratica chiedendo di essere ascoltati, nella vana speranza di ripristinare il ‘tavolo della concertazione’ dove i lavoratori di ogni categoria vengono trattati, dai sindacati e dai padroni, come buoi da vendere al Mercato per macellarli. La ministra tecnico Fornero – che non sa far di conto: quanti esodati? – davanti alle contestazioni dei giovani studenti torinesi ha arrogante mente dichiarato che invece di “protestare e lamentarsi bisogna lavorare tutti insieme per il bene del paese. E il premier tecnico Monti davanti al baratro dei conti pubblici del paese ammonisce: ” la politica del governo nn cambia, più rigore oggi vuol dire più crescita domani”. Queste le posizioni in campo. il capitalismo, davanti al suo fallimento, chiede, oggi, ai lavoratori di essere stoici, cioè di sopravvivere al digiuno, di essere poveri ma dignitosi, cioè: possiamo lamentarci, piangere, indignarci, ma dobbiamo restare ‘sobri’ e stringere la cinghia senza protestare, dando così alla sofferenza un significato positivo, quasi di espiazione dei peccati. E’ per questa prepotenza, superbia, insolenza, violenza, tirannide, che penso che lo sciopero del 20 come quello del 4 aprile, o come tutti quelli precedenti, non devono più rivendicare la mediazione della vendita dei lavoratori, spazi ormai angusti di fronte alla necessità del capitalismo nostrano di ristrutturarsi attraverso l’innalzamento della produttività a fronte di una più bassa occupazione e bassi salari. La via maestra è comprendere che è il momento di mettere in campo modalità di scioperi o piattaforme rivendicative che contrastino gli interessi dei padroni e che si lotti in ogni sito produttivo per difendere il posto di lavoro senza licenziamenti e raddoppiando i salari a parità di ore lavorate. Durante lo sciopero del 20 lo spezzone di Rifondazione Comunista, con una folta presenza di lavoratori e studenti appartenenti alla sinistra del partito, ha lanciato spesso lo slogan “il potere deve essere operaio“. Questa è l’unica vera proposta possibile, l’unica strada percorribile per la classe operaia.

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BOICOTTIAMO I CENTRI COMMERCIALI CHE APRONO ALLA DOMENICA!!!

Grazie al governo Monti e ai sindacati di comodo CISL e UIL i lavoratori e le lavoratrici della grande distribuzione sono stati privati della possibilità di passare le domeniche in piena libertà.

Spacciate come liberalizzazioni sinonimo di modernità e progresso, giustificate con la presunta idea che per far volare l’economia sia necessaria l’apertura delle attività commerciali sempre e comunque, anche la domenica e i festivi, in realtà queste misure si inseriscono a pieno titolo nell’attacco a tutto campo portato avanti dal padronato, dal governo Monti e dalle forze politiche che lo sostengono (PD, PDL, TERZO POLO) nei confronti dei diritti dei lavoratori, a solo vantaggio degli interessi economici delle grandi imprese di distribuzione, Legacoop compresa.

Ad oggi non sono diminuiti i prezzi alla vendita e la concorrenza che il governo auspicava non è per nulla aumentata, l’unica cosa che è veramente diminuito è il potere d’acquisto di salari e stipendi, falcidiati dall’inflazione, dall’aumento dell’IVA, delle accise sulla benzina, dall’IMU, dall’IRPEF e chi più ne ha più ne metta.

Anche per gli esercenti che operano nelle gallerie dei centri commerciali che non hanno la forza contrattuale per bloccare queste decisioni (vincolati da penali economiche salatissime) e quindi sono obbligati a tenere aperto, l’unica soluzione è l’unità con lavoratori dipendenti.

Siamo al fianco delle lotte dei lavoratori della grande distribuzione e del commercio, chiediamo che sia vietato il lavoro domenicale e che tutte le domeniche e festivi siano convocati scioperi che impediscano l’applicazione di queste norme ottocentesche.

Facciamo appello ai lavoratori, alle lavoratrici e a tutti i cittadini affinchè boicottino le aperture festive e domenicali.

A partire dal 25 aprile e dal 1° maggio, date simbolo della migliore tradizione di lotta ed emancipazione della classe operaia e di tutti i lavoratori.

scarica il volantino del circolo in pdf volantino centri commerciali

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L’ ARTICOLO 18 NON SI TOCCA!

ASSEMBLEA PUBBLICA A SOSTEGNO DELLE MOBILITAZIONI IN DIFESA        DELL’ ARTICOLO 18

QUANDO: 8 Maggio ore 21

DOVE: Sala Mizar Via Nicolini 18 Rio Saliceto

NE PARLIAMO CON:

  • SERGIO GUAITOLINI   (Segreteria provinciale FIOM-CGIL)
  • PAOLO BRINI  (Comitato Centrale FIOM-CGIL)
  • ILIC VEZZOSI  (Responsablie provinciale Commissione lavoro PRC)

scarica il volantino in formato A4-PDF 2012-05-08 assemblea articolo 18

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DIFENDIAMO L’ ACQUA PUBBLICA! IL MIO VOTO VA RISPETTATO!

RIFONDAZIONE COMUNISTA ADERISCE ALLA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE PROMOSSA DAL COMITATO ACQUABENECOMUNE

Il governo Monti con il tacito consenso delle amministrazioni locali ignora e tenta di seppellire l’ esito del referendum del 12-13 Giugno 2011. A quasi un anno dallo straordinario esito referendario in cui quasi 26 milioni di italiani hanno detto NO alla privatizzazione dell’ acqua. È per noi arrivato il momento di chiedere con forza che venga applicata la volontà della MAGGIORANZA degli italiani. Riteniamo gravissimo il fatto che nella pratica continui ad avvenire il contrario, con privatizzazioni e liberalizzazioni sempre al centro dell’ agenda politica sia del centro-destra quanto del centro-sinistra, con il PD in testa per quanto riguarda il nostro territorio! Anche nei nostri comuni l’ affluenza al voto è stata a dir poco straordinaria. Quasi 3500 cittadini di Fabbrico, oltre 3000 a Rio Saliceto ed oltre 1800 a Rolo hanno detto chiaramente che l’ acqua deve rimanere di tutti cioè gestita dal pubblico. Per questi motivi il Partito della Rifondazione Comunista aderisce alla campagna promossa dal comitato Acqua Bene Comune.

L’obiettivo è quello di informare su cosa è possibile fare perché venga rispettato l’esito del referendum sull’acqua, e contestualmente viene rivolto l’invito agli amministratori perché si concludano i lavori relativi allo studio di fattibilità di una società a capitale completamente pubblico per la gestione del servizio idrico integrato, attualmente in corso, al fine di potere procedere a nuovi assetti gestionali, maggiormente conformi alla volontà popolare espressa dal succitato referendum. Sono questi i due temi principali della nostra adesione alla campagna di obbedienza per il rispetto dell’esito del quesito referendario sulla remunerazione del capitale investito nella gestione dell’acqua. Nei prossimi giorni infatti verrà presentato in tutti i Comuni e in Provincia un ordine del giorno relativo allo studio di fattibilità di una società completamente pubblica per la gestione dell’acqua, con la richiesta di un impegno fattivo per arrivare quanto prima alla sua conclusione e al ridisegno dei nuovi assetti gestionali. Nel mentre i nostri compagni saranno a disposizione per dare tutte le informazioni necessarie ai cittadini.

Scarica il materiale necessario: Vademecum-Obbedienza-civile

oppure chiama: Gianluca – 347-9557868

Scarica il Volantino! acqua pubblica

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LEGA NORD: LADRONI A CASA NOSTRA!

Dopo gli ultimi avvenimenti giudiziari la Lega Nord ufficializza il nuovo slogani LADRONI A CASA NOSTRA!

Ed intanto Roberto Libertà Bossi viene condannato per gavettoni alla candeggina lanciati contro un compagno di Rifondazione.

Cari leghisti ve lo ripetiamo ancora una volta: NON CI FREGATE!

altri link

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lega-indagato-tesoriere-soldi-distratti-sostenere-costi-della-famiglia-bossi/201999/

 

 

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SULL’ ARTICOLO 18 LA LEGA NON CI FREGA!

Nella giornata di ieri sono uscite dichiarazioni piuttosto “sinistre” dell’ ex ministro delle leggi “porcata” Calderoli e del leader leghista Bossi in difesa dell’ articolo 18 e contro la riforma del mercato del lavoro. Il primo dichiara «Dopo aver ammazzato i pensionati ora vogliono accoppare anche i lavoratori, con questa marchetta fatta ai grandi imprenditori sull’art. 18» «stiano attenti, perché da adesso sarà lotta senza quartiere in Parlamento, nelle fabbriche e nelle piazze». Il secondo ribadisce che «Non è una riforma, ma una controriforma» e che «non vuole che si tocchi l’articolo 18». Slogan del genere ne abbiamo sentiti tanti in questi mesi come se la Lega Nord fosse un partito che ha sempre difeso gli interessi degli operai.

Ma proviamo a fare un passo indietro.

Ai simpatici leghisti ricordiamo (nel caso se lo fossero dimenticati) che nel 2002 il primo violento attacco ai diritti dei lavoratori fu proprio sferrato dal governo Berlusconi, governo di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega e UDC. In quel periodo dopo lo sciopero generale in difesa dell’ articolo 18, la Lega, per voce dell’ allora ministro alle riforme Umberto Bossi ribadiva «Ci mancherebbe altro che il governo torni indietro sull’ articolo 18». Manomissione che poi non ci fu, non per la lungimiranza politica dei leghisti o per l’ attenzione che hanno nei riguardi dei lavoratori, ma per l’ effetto dell’ ondata di proteste in difesa di un diritto fondamentale, cioè che non si può essere licenziati solamente perché troppo brutti, troppo antipatici, troppo sindacalisti o troppo comunisti.

L’ allora Ministro del Lavoro Roberto Maroni, non si fece certo scappare l’ occasione di bastonare ugualmente i lavoratori italiani ed un anno dopo fu il primo firmatario della Legge 30, meglio conosciuta come legge Biagi o legge Maroni. Riforma del mercato del lavoro di una portata tale da essere paragonata allo Statuto dei lavoratori. Solamente che, invece che tutelare i lavoratori, questa legge nacque per massacrarli introducendo un’ infinità di contratti precari meno retribuiti, e quindi poco costosi per le aziende. L’ effetto di quella legge fu l’ aumento vertiginoso dei lavoratori precari Una ricerca dell’ OSCE stima che per il 50% domina l’impiego temporaneo e che i giovani italiani sono precari e poco pagati, il 27,9% tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati, e il 46,7% che lavora ha un impiego temporaneo. Altre inchieste stimano che Il 47,9% dei lavoratori atipici e il 67,7% dei lavoratori a tempo parziale ha fra i 30 e i 49 anni. Il precariato non è più un “rito di passaggio”: il 59% non ha sbocchi fra i contratti standard. Un vero e proprio massacro sociale!

Non ci resta che ringraziare i cari Bossi Maroni Calderoli e compagnia bella, che tanto protestano oggi, per averci massacrato in tutti questi anni. Avete già dimostrato ai lavoratori da che parte state ed è quella dei padroni!

Sulla difesa dei lavoratori NON AVETE NULLA DA INSEGNARE E NON PRENDIAMO LEZIONI DA NESSUNO. Noi c’ eravamo 10 anni fa e ci siamo ancora! A difesa della classe operaio senza se e senza ma!

SULL’ ARTICOLO 18 LA LEGA NON CI FREGA!

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GOVERNO TECNICO? NO è DI DESTRA!

Ripubblichiamo il volantino distribuito venerdì 23 Dicembre 2011 al mercato a Rio Saliceto. Anche se di 3 mesi fa sembra scritto oggi. Manca solamente la proposta disastrosa di modifica degli amortizzatori sociali.

Il PD con Bersani e Letta si dice favorevole alla riforma purchè sia discussa in parlamento. Della serie…possiamo peggiorarla ancora!

La CGIL che fa? esprime un “dissenso” solo sull’ articolo 18. Ed il parere dei lavoratori non lo sentiamo?

Riteniamo che sia giunto il momento di mettere in campo una mobilitazione vera in difesa dei diritti dei lavoratori che possa veramente mettere in crisi questo governo ed il parlamento che lo sostiene! Con lo sciopero generale di venerdì scorso e le 2 ore di sciopero di oggi la FIOM ha già intrapreso questa lotta. Ora occorre che anche il resto del sindacato segua l’ esempio dei metalmeccanici.

E’ indispensabile inoltre il supporto politico di un partito che sia veramente espressione della classe operaia. Come Partito della Rifondazione Comunista vogliamo ed abbiamo il dovere colmare questo vuoto politico.

NOI SAPPIAMO DA CHE PARTE STARE: CON I LAVORATORI, CON I DISOCCUPATI, CON I PENSIONATI E CON GLI STUDENTI. SENZA SE E SENZA MA!

 

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